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La Festa

26-27-28 Agosto 2017

FESTA DEL 5 APRILE 2017


I festeggiamenti sonocurati dalla parrocchia Maria SS. Assunta guidata dall’Arciprete Antonino Mastrolembo in sinergia con padre Stefano Brancatelli (parroco della chiesa Maria SS. Annunziata di contrada Sfaranda) e dal comitato festa.

Il programma della due giorni di festa prevede: oggi vigilia della festa, alle ore 18,30 Solenne canto dei Primi Vespri e Santa Messa della vigilia seguita dalla processione della “Radicula di San Micenzu” (le Reliquie del Santo). la reliquia posta su una varetta dentro una cassa di vetro e nell’estremità viene collocata una piccola e antica statua di San Vincenzo, viene portata dagli uomini e in alcuni tratti anche dalle donne e dai bambini che fanno a gara per portare a “Radicula”. In serata, presso la centralissima Chiesa Madre:“Concerto di San Vincenzo” a cura della Banda musicale castanese.

Mercoledì 5 aprile, giorno della festa, l’intera comunità castanese si fermerà per rendere il dovuto omaggio al Santo patrono. Alle ore 8,00 celebrazione della prima Santa Messa; alle 10,30 accoglienza di Mons. Ignazio Zambito, Vescovo uscente della diocesi di Patti che saluterà tutta la comunità castanese e celebrazione della solenne Santa Messa con la presenza delle autorità civili e militari.

Nel pomeriggio, dopo la Santa Messa delle 15,30 e al solenne grido dei portatori della vara “E gridamu cu na sula vuci, viva a San Micenzu”, il simulacro del taumaturgo valenciano esce in processione lungo le vie principali del paese, come da tradizione, sosta al “Serro” dove avrà luogo la benedizione di tutto il territorio castanese con le reliquie del Santo. A conclusione della processione, benedizione di tutti i fedeli intervenuti in piazza IV Novembre.

Infine, giovedì 6 aprile, al termine della Santa Messa vespertina, la sacra effige del patrono sarà traslata sul suo altare, dove continuerà aproteggere e intercedere per il popolo castanese. In attesa dei festeggiamenti estivi che saranno, come da tradizione, dal 26 al 28 agosto prossimi.

          Giovanni Cocila da Gl-press
La devozione a questo Santo venne diffusa nell’antica Castania, oggi Castell’Umberto, da un domenicano, il beato Giovanni da Pistoia intorno alla metà del 1400, il quale donò delle reliquie e si prodigò per la costruzione di un convento e di una chiesa diretta per il sacro culto dai padri domenicani fino al 1800.
I castanesi non ricordano la vita di San Vincenzo prima della morte, ma conoscono fin troppo bene la vicinanza che questo Santo ha sempre dimostrato per il suo popolo attraverso la sua paterna assistenza nei pericoli e nelle necessità. Alcuni dei suoi prodigi vengono ancora oggi ricordati attraverso delle celebrazioni religiose;
I castanesi festeggiano san Vincenzo il 26-27-28 agosto.
Il 28 agosto è il giorno tanto atteso dai Castanesi si può dire che è il giorno in cui Castell’Umberto si ferma per rendere il devoto omaggio al santo Patrono.
Vengono celebrate tre messe durante il giorno, la principale alle 11 comunemente chiamata la messa cantata.
Alle 14.30 il comitato della festa sposta la vara davanti al portone della Chiesa per rivestire l’immagine del santo dell’oro e delle campanelle che vengono portate dai devoti per poi essere messe sulla vara. Finalmente dopo la messa delle 16, i portatori si posizionano tutti sotto le aste della pesante vara gridando “e gridamu tutti cu na sula vuci Viva San Vicenzu” escono tra la folla il glorioso patrono San Vincenzo.
Il momento dell’uscita della vara e assai delicato e commovente. Subito l’uscita il santo viene posato su dei cavalletti, dove a luogo il lungo sparo dei mortaretti e poi la banda musicale intona l’inno accompagnato dal canto dei fedeli. Bambini, giovani, uomini, donne e anziani partecipano con devozioni a questo solenne momento, gli occhi di tutti sono rivolti verso la vara del santo, in molti chiedendo a San Vincenzo le sospirate grazie.
Per Castell’Umberto questo è il momento più significativo e suggestivo, dove San Vincenzo per testimoniare il suo amore per Cristo e per la Chiesa, benedicendo anche il suo paese e i suoi devoti.
Un altro bel momento è quasi al termine della processione quando si raggiunge il  “ Serro” in periferia del paese, li viene fatta una sosta. Qui la processione si ferma perché in questo punto San Vincenzo guarda il vecchio borgo, luogo dove in cui è nata la devozione, ed anche il prete fa una piccola predica. Al ritorno la vara si ferma davanti la porta del cimitero per un breve momento di preghiera. Alla sera la vara raggiunge la piazza gremita di fedeli che accorrono da tutte le parti, nuovamente la vara viene posata su dei cavalletti per ricevere a conclusione la solenne benedizione. Al termine della venerazione in piazza della statua la vara fa rientro in Chiesa. Il 29 mattina alle 9 viene celebrata una messa di ringraziamento e subito dopo l’immagine del santo viene posta sul suo altare e li rimane per la venerazione dei fedeli che da San Vincenzo accorrono per chiedere aiuto e protezione.

 
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